© Klaus Lefebre
Carte

Satellite

Vue 3D

Herbert von Karajan
Il nome di Herbert von Karajan è inseparabilmente legato a Salisburgo. Vi è nato nel 1909 e per decenni ha dato una forte impronta molto personale alla vita culturale della città di Mozart.
Sulle tracce del direttore d’orchestra
Chi passeggia attraverso la città di Salisburgo troverà in molti luoghi le tracce dell’operato del famoso direttore d’orchestra. Nel cuore del centro storico di Salisburgo, vicino al ponte Makartsteg, in un giardinetto situato davanti alla Raiffeisenbank vi è una statua di bronzo a grandezza naturale che ricorda Herbert von Karajan. Karajan nacque in quest’edificio il 5 aprile del 1908 come indicato da una lapide commemorativa affissa sulla facciata. Nel frattempo la città di Salisburgo ha reso onore al suo famoso figlio dedicandogli una piazza situata in una posizione di rilievo nel distretto del Festival. Il direttore d’orchestra è sepolto nel cimitero di Anif, il paesino alla periferia di Salisburgo in cui ha vissuto per molti anni. La sua tomba è divenuta un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati di Karajan di tutto il mondo.
Herbert von Karajan e il Festival di Salisburgo
L’era di Herbert von Karajan a Salisburgo ha avuto inizio negli anni del dopoguerra. Nel 1948 vi diresse per la prima volta una produzione operistica con l’Orfeo di Gluck, nel 1956 venne nominato direttore artistico e nel 1957 debuttò come regista con la messa in scena del Fidelio di Beethoven. Nel 1960 Herbert von Karajan inaugurò il Grande Teatro del Festival appena costruito con il Cavaliere della rosa di Richard Strauss dando inizio ad una nuova era. Pur non essendo più l’unico direttore artistico del Festival sin dal 1960 (dal 1964 era subentrata una direzione di cui faceva parte) rimaneva comunque lui ha tenere le redini ed a prendere le decisioni più importanti: era "l’ultimo sovrano assoluto”, come venne definito in un necrologio dopo la sua morte avvenuta nel 1989.
1967 fondò il Festival di Pasqua di Salisburgo che diresse fino alla sua morte: ogni anno vi allestì una nuova produzione di un’opera con i Filarmonici di Berlino, che venivano appositamente esonerati dal Senato di Berlino; inoltre fondò i Concerti di Pentecoste di Salisburgo.
L’era di Karajan
Karajan rese ancor più internazionale il Festival. Mentre negli anni precedenti era stato l’Ensemble dell’Opera di Stato di Vienna a dominare l’elenco degli interpreti, con lui Salisburgo divenne il punto d’incontro di star internazionali che calcavano i palcoscenici da Milano a New York come artisti liberi professionisti. Questo contribuì ad attrarre molti ospiti provenienti dall’estero.
Il direttore d’orchestra non ha solamente dato una forte impronta al mondo musicale per molti anni, ha anche sollecitato lo sviluppo della documentazione musicale. Negli ultimi anni della sua vita ha seguito con interesse e dinamismo la memorizzazione e la documentazione di capolavori musicali – generalmente diretti da lui stesso – per poterne conservare le testimonianze per il mondo intero.
Sulle tracce del direttore d’orchestra
Chi passeggia attraverso la città di Salisburgo troverà in molti luoghi le tracce dell’operato del famoso direttore d’orchestra. Nel cuore del centro storico di Salisburgo, vicino al ponte Makartsteg, in un giardinetto situato davanti alla Raiffeisenbank vi è una statua di bronzo a grandezza naturale che ricorda Herbert von Karajan. Karajan nacque in quest’edificio il 5 aprile del 1908 come indicato da una lapide commemorativa affissa sulla facciata. Nel frattempo la città di Salisburgo ha reso onore al suo famoso figlio dedicandogli una piazza situata in una posizione di rilievo nel distretto del Festival. Il direttore d’orchestra è sepolto nel cimitero di Anif, il paesino alla periferia di Salisburgo in cui ha vissuto per molti anni. La sua tomba è divenuta un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati di Karajan di tutto il mondo.
Herbert von Karajan e il Festival di Salisburgo
L’era di Herbert von Karajan a Salisburgo ha avuto inizio negli anni del dopoguerra. Nel 1948 vi diresse per la prima volta una produzione operistica con l’Orfeo di Gluck, nel 1956 venne nominato direttore artistico e nel 1957 debuttò come regista con la messa in scena del Fidelio di Beethoven. Nel 1960 Herbert von Karajan inaugurò il Grande Teatro del Festival appena costruito con il Cavaliere della rosa di Richard Strauss dando inizio ad una nuova era. Pur non essendo più l’unico direttore artistico del Festival sin dal 1960 (dal 1964 era subentrata una direzione di cui faceva parte) rimaneva comunque lui ha tenere le redini ed a prendere le decisioni più importanti: era "l’ultimo sovrano assoluto”, come venne definito in un necrologio dopo la sua morte avvenuta nel 1989.
1967 fondò il Festival di Pasqua di Salisburgo che diresse fino alla sua morte: ogni anno vi allestì una nuova produzione di un’opera con i Filarmonici di Berlino, che venivano appositamente esonerati dal Senato di Berlino; inoltre fondò i Concerti di Pentecoste di Salisburgo.
L’era di Karajan
Karajan rese ancor più internazionale il Festival. Mentre negli anni precedenti era stato l’Ensemble dell’Opera di Stato di Vienna a dominare l’elenco degli interpreti, con lui Salisburgo divenne il punto d’incontro di star internazionali che calcavano i palcoscenici da Milano a New York come artisti liberi professionisti. Questo contribuì ad attrarre molti ospiti provenienti dall’estero.
Il direttore d’orchestra non ha solamente dato una forte impronta al mondo musicale per molti anni, ha anche sollecitato lo sviluppo della documentazione musicale. Negli ultimi anni della sua vita ha seguito con interesse e dinamismo la memorizzazione e la documentazione di capolavori musicali – generalmente diretti da lui stesso – per poterne conservare le testimonianze per il mondo intero.