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Festival di Salisburgo

Hofstallgasse 1
5020 Salzburg
+43662 8045-0
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Ha contribuito in maniera decisiva alla fama di Salisburgo ed è uno dei festival musicali più prestigiosi del mondo: il Festival di Salisburgo, che da sempre spicca per l’altissima qualità musicale, la partecipazione di artisti internazionali e per il connubio riuscito fra tradizione e modernità.

Gli inizi
L’idea di fondare il Festival di Salisburgo è nata verso la fine della prima guerra mondiale. Il regista Max Reinhardt, che aveva esordito come attore nel Teatro Regionale di Salisburgo, invia a Vienna uno scritto sull’idea del Festival nel 1917; nel 1919 lo scrittore Hugo von Hofmannsthal pubblica un piano per il programma del Festival.

L’inizio storico del Festival avviene il 22 agosto del 1920 con la rappresentazione del dramma Jedermann (“Ognuno”) sotto la regia di Max Reinhardt nella piazza del Duomo. Nel 1921 viene riproposta questa produzione e vi si aggiungono per la prima volta i concerti, nel 1922 seguono le opere. L’utilizzo della Felsenreitschule (1926) come luogo per le manifestazioni e la costruzione di un Teatro del Festival (1925-27) permettono di ampliare il programma. Salisburgo diviene ben presto un punto d’incontro per i migliori registi, direttori d’orchestra, attori e cantanti dell’epoca.

La guerra e gli anni successivi
Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania il profilo del Festival di Salisburgo subisce un cambiamento. Vige il divieto di esibirsi per molti degli artisti che avevano dato una forte impronta al Festival negli anni precedenti. Le opere del fondatore del Festival Hugo von Hofmannsthal sono bandite dal programma e viene a mancare il pubblico internazionale. La città diviene uno strumento propagandistico dei nazisti. Dopo l’inizio della guerra il programma è fortemente ridotto, ma il Festival riprende già nell’estate del 1945 ed un anno dopo ha inizio il vero processo di normalizzazione: i membri dell’ensemble dell’Opera di Stato di Vienna e i Filarmonici di Vienna sono di nuovo disponibili e nel 1948 fa la sua comparsa in scena un personaggio il cui nome rimarrà inseparabilmente legato al Festival di Salisburgo fino al giorno d’oggi: Herbert von Karajan.

L’era di Herbert von Karajan
Il 26 luglio del 1960 Herbert von Karajan inaugura il Teatro del Festival appena realizzato segnando l’inizio di una nuova era: l’enorme auditorio può accogliere oltre 2.200 ospiti. Ma l’intento non è di proporre il repertorio di Mozart bensì le opere più popolari del XIX° secolo. Con Karajan il Festival diviene ancor più internazionale. Dopo la sua morte nel 1988 non resta che superare la stagnazione manifestatasi soprattutto negli ultimi anni dell’era di Karajan.
 
L’apertura
Durante il suo periodo a Salisburgo (dal 1990 al 2001) Gerard Mortier pratica una politica di apertura volta ad ampliare e modernizzare il repertorio per attirare anche strati di pubblico diversi e più giovani, proponendo una visione estetica fresca che non teme la provocazione. Ogni edizione del Festival segue un motto la cui idea si rispecchia nell’intero programma. Le nuove produzioni annuali aumentano con l’entrata in scena di una generazione completamente nuova di registi.
 

La Seconda modernità
A partire dal 2002 Peter Ruzicka ha reso onore al figlio più celebre della città proponendo nuove produzioni di spicco e la prima rappresentazione ciclica di tutte le 22 opere di Mozart. Con le opere di Richard Strauss ha voluto rendere omaggio anche ad uno dei fondatori del Festival di Salisburgo. Ruzicka ha inoltre preso in esame l’estetica della “Seconda modernità”, presentando per la prima volta al pubblico del festival compositori austriaci come Korngold, Zemlinsky e Schreker, costretti all’esilio o proibiti durante il periodo nazista.

 

Alexander Pereira è il nuovo direttore del Festival di Salisburgo dal 2012. La sua programmazione è incentrata sul ciclo di concerti dedicati alla musica contemporanea “Salzburg contemporary”, sulla musica sacra proposta nel nuovo ciclo intitolato “Ouverture spiritelle” e sull’opera lirica: dal 2012 il programma operistico del Festival di Salisburgo prevede esclusivamente nuovi allestimenti.

Film: Artisti dello Festival di Salisburgo

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